Mash-up #2: La sigla di Friends

FriendsFriends è stata una delle sitcom più seguite di sempre. Negli Stati Uniti la puntata finale è stata seguita da 54 milioni di persone, per dire.

La sigla soprattutto è un elemento molto importante perché funziona come introduzione all’universo narrativo ed emotivo per lo spettatore nuovo, come ripassino dei personaggi per quello saltuario e come marchio ricorrente per gli spettatori appassionati che non aspettano altro.
La sigla è una sorta di varco d’ingresso per un mondo finzionale e, nel caso delle sitcom, sicuramente un mondo migliore. Anche se nel corso degli anni, le sigle di sitcom e serie tv, hanno assunto una forma talmente standardizzata da diventare stereotipate. Too Many Cooks è una parodia fatta dal canale Adult Swim che unisce tutti gli elementi ricorrenti delle sigle delle sitcom e di alcune serie, in un vortice psicotronico notevole.

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Nazi Pop #2: Film Horror

Nazi-Zombies-Must-Die

Hitler e il nazismo, nel corso degli anni, sono diventati sempre più il simbolo del Male assoluto, perdendo ogni tipo di profondità e complessità storica. Hitler stesso è diventato un’icona pop. Non che i nazisti fossero buoni (anche se non so quanto abbia senso parlare di buoni o cattivi) ma la rappresentazione cinematografica che ne vien fuori è sempre piuttosto bidimensionale e semplificata, come spesso succede nell’incontro tra Storia e Pop (vedi V per vendetta o serie come Manhattan). Che poi mi piacerebbe vedere film sul nazismo che non parlino dell’Olocausto è un altro discorso.

A partire da Indiana Jones (o forse già dal Dottor Stranamore), i nazisti sono diventati i nemici perfetti per film di avventura e, in maniera massiccia in questi ultimi anni, di film horror. L’incontro tra nazismo e horror era inevitabile. Dopo mila film a tema zombi, presentati in tutte le salse, i nazisti offrivano nuove possibilità narrative. Avversari che uniscano il male intrinseco e assoluto degli zombie al male intrinseco e assoluto dei nazisti, oltre al fatto che il nazismo avesse già di suo delle componenti occulte.

Tra nazismo e non morti, che siano zombie, mostri o vampiri, si potrebbe pure parlare di ritorno del rimosso, ma non sono la persona più adatta per parlare di horror e psicanalisi (e nemmeno di nazismo e psicanalisi però un pensierino ce lo faccio uguale). Posso dire però che in generale il processo di zombificazione della cultura pop è molto più ampio e diffuso e quasi nessun personaggio è sfuggito ad una versione zombie o che non mostri qualche osso o un occhio pendulo e la cui espressione più esplicita e quella ricorrenza tutta matta chiamata Halloween.

Solo adesso che mi sto addentrando nel cinema horror scopro quanti film siano stati fatti a tema nazihorror. Qui e qui, ad esempio, ci sono liste più dettagliate e complete e sono molti più di quanto credessi. Più avanti cercherò di scriverne più approfonditamente.

Tra tutti quelli usciti, al momento ho visto solo Nazis At The Center of the Earth, che non è proprio un film indimenticabile. Un gruppo di ricercatori finisce nel centro della Terra dove trovano il dottor Mengele e vari nazi zombie che cercano di creare un robo-Hitler (forse l’unica cosa per cui vale la pena vederlo) e poi partono insieme su di una navicella spaziale per conquistare il pianeta. Il film è prodotto da The Asylum, la stessa casa di produzione di Sharkanado.

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Nazi Pop #1: Nicki Minaj

 

Non conosco bene Nicki Minaj ma non mi pare una che vada molto per il sottile. Il video di “Open”, il nuovo singolo feat. Chris Brown, Drake e Lil Wayne, e girato da Jeff Osborne è un mischione di estetica nazista e americana. L’intro replica lo stile Looney Tunes, la mappa con il simboletto delle trasmissioni radio è preso direttamente dai cinegiornali di guerra e la versione di Nicki sembra proviene da qualche fumetto di supereroi (nemmeno disegnato bene). Continua a leggere