Segnalo, préténdo.

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Facebook censura la pagina del documentario sul porno italiano Porno e libertà di Carmine Amoroso ed è subito oscurantismo e medioevo.

Facebook chiude il profilo personale del sindaco di Rovigo, un omofobo ignobile come tanti, ed è subito democrazia e giustizia.

A parità di oscuramento, l’effetto e il significato sono estremamente diversi ma soprattutto chi attua i procedimenti è la stessa “organizzazione”, che rimane sempre un’azienda privata.
Segnalando pagine, persone, post a Facebook, noi demandiamo ad un’azienda il compito di decidere cosa sia lecito vedere e cosa no e Facebook di certo non è un soggetto neutro.
Per dirne una, non troppo tempo fa è venuta fuori la notizia che le notizie riguardanti i conservatori venivano messe in disparte, se non proprio censurate.

The rise of Facebook as a dominant player in news has already worried some media watchers who are concerned the social network could become too powerful and set the news agenda and potentially block news that might not fit its corporate agenda.

Facebook accused of censoring conservatives, report says

È bene ricordare che qualsiasi azione Facebook compia ha come scopo quello di fare i propri interessi, tra cui aumentare il valore delle proprie azioni e mantenere il più possibile gli utenti sulla propria piattaforma.

Nonostante non siano state decise e votate direttamente dagli utenti, Facebook dice di avere degli Standard della comunità (e non per la comunità) e sono consultabili qui.
A leggerle sono piuttosto vaghe. Per esempio queste sono le linee guida sul nudo:

Limitiamo la visualizzazione di immagini di nudo perché alcune persone della nostra comunità globale sono particolarmente sensibili a questo tipo di contenuti per via della loro cultura o età.

Chi saranno mai queste persone particolarmente sensibili che fanno in modo che la comunità globale venga privata delle immagini di nudi e di capezzoli femminili?
Quindi chi è che ha deciso i principi sull’uso immagini di nudo? Le persone particolarmente sensibili o Facebook? Sono linee guida create come prevenzione o come conseguenza di segnalazioni? Chi ha deciso che io non possa vedere capezzoli?

A questo punto si crea una questione, diciamo, legislativa e normativa, anche se all’interno di una comunità chiusa e circoscritta. Gli standard non sono altro che norme per l’uso della piattaforma, in cui ci sono gli utenti e i dipendenti dell’azienda.

La nostra missione è fare in modo che ciascuno possa condividere la propria vita e che il mondo sia più aperto e connesso. Ogni giorno, le persone usano Facebook per condividere le loro storie, vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri e connettersi agli amici e alle iniziative. Le conversazioni che si tengono su Facebook riflettono la diversità di una comunità di oltre un miliardo di persone.
Desideriamo che le persone si sentano sicure quando usano Facebook.

Facebook si pone come ente normativo rispetto ad alcune questioni morali anche se può, in alcuni casi, sottostare alle leggi dei singoli governi (che teoricamente dovrebbero attenersi ognuno alla propria costituzione).

Talvolta i governi ci chiedono inoltre di rimuovere contenuti che non rispettano le loro leggi, anche se rispettano gli Standard della comunità. Se, dopo un’attenta analisi legale, determiniamo che il contenuto non rispetta le leggi locali, non sarà più disponibile nel Paese o nell’area in questione.

Che valore ha la censura di una pagina come Porno e Libertà se le leggi del mio stato invece non la condannano? Ci sono dietro segnalazioni dei singoli utenti? Chi mi garantisce l’assoluta trasparenza di chi controlla le segnalazioni? Chi ha deciso che i contenuti di Porno e libertà sono inadatti? E per chi sono inadatti? I contenuti di una pagina sono più visibili se si segue la pagina (ma non solo), ci dovrebbe essere quindi una certa libertà di scelta, ma abbiamo accettato i termini di utilizzo.

La censura del signor sindaco ha forse un valore di ammenda? In questo caso come e perché Facebook si pone come ente morale? Punire simbolicamente dei comportamenti intolleranti e omofobi che effetto ha?

E se c’è una norma c’è anche la trasgressione e la censura e l’oscuramento di contenuti, in questo caso, hanno un valore di contravvenzione, come se significasse davvero qualcosa.
Con questa impostazioni di Facebook si creano dinamiche giustizialiste e forcaiole. Segnalo, préténdo (la censura).

Credo che però in termini di educazione non serva a nulla, perché è solo una censura, che sia contro gente di merda o contro nudi più o meno artistici e la censura non ha mai avuto un valore pedagogico.
Non serve a niente far rimuovere i contenuti razzisti e intolleranti da Facebook. La sensazione di sicurezza di cui parlano le linee guida che posso provare è inutile, è un palliativo, un’illusione.
I razzisti e i sessisti e gli omotransfobi saranno sempre là fuori, con o senza i loro post su Facebook.

Questo per dire che usare la segnalazione la rende uno strumento legittimo sia contro li contenuti cattivi che come spranga contro chiunque.

 

 

 

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