Mash-Up #4: Registi

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Questa volta il mash up è tra lo stile di un regista e una situazione, che sia una festa, un genere o un film che non hanno diretto.
Si prende un regista (quasi sempre uomini statunitensi), i suoi movimenti di macchina, la fotografia, il montaggio e i temi e li si applicano ad una situazione inedita.
Non proprio mash up in senso stretto, più degli omaggi-parodie, sicuramente degli esercizi di stile. E infatti più lo stile è riconoscibile, più è facile riprodurlo, finché non diventa una parodia di se stesso: Godard avrà sempre i sottotitoli, Michael Bay le esplosioni, Herzog una voce fuori campo dall’accento tedesco e Wes Anderson, beh, avrà tutti i manierismi del suo cinema.

Lo stile autoriale viene ancor più stilizzato, ridotto ai minimi termini e diventa quindi Pop e più o meno facilmente replicabile. Perde ancor di più il significato e rimane un segno che non rimanda nient’altro che alla sua matrice originale.

Nel cinema, più che in altri media, l’omaggio/parodia viene accolto e accettato. D’altronde Tarantino ha costruito tutto il suo cinema sulla rielaborazione del cinema altrui, e il fatto che venga omaggiato così spesso è abbastanza ironico.

Al di là del divertimento di produrre (e guardare) in casa questi video e del confronto e dell’assimilazione del cinema che si ama o si odia (com’è evidente dalle mille parodie di Michael Bay), perché c’è questo continuo bisogno di rimasticare e riproporre all’infinito elementi altrui?

Cosa vogliono dimostrare, per fare l’esempio più frequente, le parodie di Wes Anderson se non che il cinema e lo stile di Wes Anderson si basano sull’ostentazione stilistica in maniera già di per sé evidente?

Più che mostrare uno stile di regia è il mostrare sé stessi e la propria capacità narcisistica di saper capire e riprodurre dei segni, l’omaggio/parodia come intero paradigma del rapporto tra creatività e storia della creatività. C’è chi riesce ad andare oltre (tipo Tarantino) e chi si ferma all’home entertainment di YouTube, che fagocita il cinema e lo rende un pretesto (non solo negativo). Ma, ovviamente, non è solo questo.

Il primo video usa le immagini di Shutterstock per ricreare le atmosfere di alcuni registi a partire da Wes Anderson (ed è solo la prima volta), Tarantino, Fincher e Cuaròn.

Si continua col Natale e questo video, del 2013, presenta la mattina del Natale come se l’avessero girata Spielberg, Eisenstein, Wes Anderson, Allen, Von Trier, Scorsese, Moore, Herzog, Kubrick, Luhrmann.

La seconda parte, del 2014, presenta invece Chaplin, Tarantino, Malick, Nolan, Godard, Hitchcock, Spurlock, Lynch e Bay.

Questo video del 2013 prodotto da Blanket Studio riprende l’idea e la porta in Italia, con i vari Sorrentino, Muccino, Garrone, Pieraccioni ecc.

Quest’anno anche i Jackal sfruttano la stessa idea con risultati forse migliori.

Non poteva mancare il porno e non poteva mancare nemmeno l’onnipresente stile di Wes Anderson

…quello di Tim Burton

…anche se effettivamente una versione porno di Edward Mani di forbice intitolata Edward Penishands esisteva già.

Il Super Bowl girato da Tarantino, Lynch, Wes Anderson e Herzog.

E poi uno strano ma struggente mash up tra Flash e Bergman.

E poi ancora The Social Network visto da Wes Anderson (maddai), Michael Bay, Tarantino, Guillermo del Toro e Frank Capra.

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