Fake #1: un’attrice porno negli anni ’50

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La pagina Facebook di ScuolaZoo, una community per studenti, ha postato questa foto. Il tema da qualche anno è molto discusso, anche se la discussione sembra non toccare minimamente chi produce i media. Mila like e mila condivisioni, e più di uno si accorge che in realtà la foto è un fake. Lei è una modella ed’ex attrice porno, si chiama Aria Giovanni ed è nata nel 1977 (ed è stata sposata con John 5, il chitarrista di Marylin Manson e Rob Zombie, uno che con l’immagine della pin up ci ha giocato).
Aria GiovanniA guardare attentamente le due foto si capisce che non sono foto degli anni ’50 e sembra più foto di Ellen von Unwerth.

Come si evince dal video e da altre immagini i punti focali delle pin up erano viso e gambe, ma soprattutto il sorriso della modella. La foto, sia quella di Scuola Zoo che quella originale, li nasconde entrambi mettendo più in evidenza la forma dei fianchi e il seno.

La pettinatura poi è molto più simile a quella degli anni ’40, (vedi qua) che a quella degli anni ’50, (come si può vedere invece bene qua).

Il costume, in particolare lo slip, ha un taglio contemporaneo e sicuramente poco anni ’40/’50.

E infine la fotografia proprio. Quella in bianco e nero è troppo contrastata. La foto sotto con Marilyn Monroe (che credo sia degli ’50, quando Marylin faceva la modella. Questo articolo mostra una foto che sembra presa dallo stesso servizio e la indica come degli anni ’50, ma secondo me è precedente) mostra due cose:

  • un’illuminazione omogenea provenienti da almeno due fonti di luce (basta vedere le ombre che partono dai piedi)
  • lo sfondo, molto più distante dalla modella, in modo da non far risaltare l’ombra del corpo come invece fa la foto di Aria. In molte foto di pin up lo sfondo era illuminato con un punto luce proprio per fare scomparire l’ombra oppure era completamente nero (come si vede sempre dal primo video).

Gfk5Uqh6_ddK_XJHSUezPDEEGCMDevo dire che ho trovato qualche difficoltà a trovare delle fonti affidabili. La moda delle pin up ha creato un mischione enorme tra immagini contemporanee e immagini originali (o vintage). L’immagine di Aria Giovanni rientra in questo immaginario burlesque, a partire dallo sfondo rosa pastello. Tutte le immagini contemporanee fatte in studio hanno sfondi color pastello. Per l’occhio pop contemporaneo gli anni ’30 ’40 e ’50 fanno parte di un unico periodo fatto di modelle più o meno formose, basta che comunichino una determinata idea di erotismo.

Ma come è arrivata un’attrice porno a diventare una modella citata dal Time come esempio di bellezza femminile nell’Anno del Signore 1955?

Sicuramente questa commistione tra immagini contemporanee e immagini d’epoca, cito solo un nome: Dita Von Teese, ha contribuito ad alimentare la confusione e Scuola Zoo non è stata la prima.

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Nel 2011 Lucy ne condivide una versione in bianco e nero, con tanto di watermark che indica il sito sul suo Tumblr, ed è solo una delle tanti fonti e percorsi possibili.

 

Immagine 2Arrivare su Pinterest e iniziare ad essere ricondivisa da chissà quanti altri è un attimo. Così come è un attimo che la Lucy che l’ha postato sul suo tumblr sia la modella stessa.

In breve Aria diventa Lucy (o addirittura Lucille Ball), esempio di bellezza femminile anni ’50, soprattutto per donne che si sentono fuori posto in questo tempo. Sul rapporto tra donne e Pinterest qui c’è un interessante articolo di BuzzFeed.

 

Nel 2013 un tweet dell’account 50’s & 60’s indica esplicitamente questa foto come una foto del Time, pubblicata nel 1955.

Informazioni prese chissà dove ma comunque la foto continua a girare, con più di 11.000 retweet. La foto viene tagliata, contrastata, il watermark viene tolto e diventa un’immagine a sé stante. Una cosa completamente nuova. Un tweet di un account che condivide foto è diventato un’informazione ufficiale.

85305Da qui all’immagine di ScuolaZoo ci vuole poco. Probabilmente l’hanno trovata per caso e ci hanno aggiunto la seconda frase.

Aria GiovanniGrazie a Internet, ad un certo punto una modella ed ex attrice porno (con un passato difficile), che ha fatto parte di un immaginario dove la donna ha una certa immagine tutt’altro che realistica, diventa un modello di bellezza passata addirittura precedente alla propria nascita.

Questo commento credo che rappresenti bene l’intero paradosso. Se la Società non avesse visto o non avesse occhi per guardare il corpo di Aria, Aria non sarebbe mai stata fotografata come se fosse sua nonna da giovane.

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L’immaginario vintage da pin up ormai ce lo troviamo ovunque, dalle pubblicità di occhiali alle produzioni erotiche e non è altro che un’idealizzazione e una cristallizzazione di un periodo storico (ancora un volta), che tra le altre cose vedeva una guerra mondiale in corso ed è del tutto mainstream, fa cioè parte dell’immaginario ufficiale della società occidentale.

Le immagini delle pin up degli anni ’40 erano destinate più che altro ai militari al fronte. La pin up, anche se in maniera molto indiretta, fa parte di un immaginario bellico, fatto di coraggio e sudore e predominio degli Stati uniti. Ma perché ne abbiamo bisogno in questo momento? (Me lo chiedo davvero, non è una domana retorica).

 

Sul significato di un’immagine decontestualizzata ne ha parlato anche Mantellini in questo post. In un’immagine decontestualizzata ognuno ci vede quello che vuole.

Questa storia e queste immagini non parlano solo dell’immagine femminile, ci parlano del desiderio, maschile e femminile, ci parlano di erotismo ma non parlano di identità.

La modella non ha un nome. Paradossalmente la foto originale che conteneva il suo nome è stata trasformata in un generico corpo perfetto di una generica donna. Paradossalmente forse aveva più dignità la foto originale che era una foto erotica e pubblicizzava il suo sito (ovviamente a pagamento) e che indicava chiaramente un’identità definita, rispetto a quella modificata dove Aria non era più nessuno ma solo un corpo da desiderare ed emulare e rimpiangere. In realtà, tra tutti i cambiamenti di segno il desiderio è l’unico elemento che è rimasto immutato.
La persona, anzi il personaggio, anzi il corpo col costume da pin up e col babydoll e il cappuccio da babbo natale è lo stesso, ma nessuno si sognerebbe mai di indicare o trasformare la seconda foto in un modello di bellezza. Almeno in maniera esplicita.
La prima fa parte della parte emersa dell’erotismo, l’erotismo elegante e socialmente accettato e condivisibile, la seconda della parte sommersa, quella un po’ volgare, da tenere nascosta sotto il materasso.
Il corpo è lo stesso ma la rappresentazione e l’universo semantico e simbolico di riferimento cambiano, quindi in realtà non è il corpo di Aria Giovanni ad essere un modello di bellezza ma la sua rappresentazione all’interno di un immaginario specifico. Eppure oggettivamente il corpo è lo stesso.
Vado oltre: un’immagine erotica che si rifà ad uno stile passato ma attualizzato diventa modello di perfezione estetica ormai vituperato, tanto che, secondo ScuolaZoo, una donna così venga considerata “cicciona” (ma ho i miei dubbi che venga considerata tale).
L’effetto retorico, di fatto, è quello di alzare l’asticella dello standard di bellezza femminile in due modi:

  • ponendolo nel passato e quindi come modello perduto
  • indicandolo come esempio negativo e quindi stimolando la reazione contraria
  • dando un nuovo significato ad una parola

Come si vede, una stessa immagine e uno stesso corpo giocano una partita tra loro, tutta sull’immaginario contemporaneo e sul corpo delle donne. Il passato è confuso e sconosciuto e nemmeno sappiamo più cos’è. E non è nemmeno l’ultimo caso di fake virale.

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